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Quando si smette di scrivere per molto tempo, un po' per dimenticanza, un po' per pigrizia, un po' per blocchi emotivi vari ed eventuali, si ha la sensazione di dover imparare nuovamente la propria lingua. Da un anno a questa parte ho avuto modo di constatare quanto sia letale la routine per le facoltà intellettive di un essere umano. Si disimpara a parlare, a scrivere, a ragionare e a spaccarsi il cervello. Si pensa solo alla zuppa da cucinare, al cesso da pulire (consentitemi il francesismo) e a quanto rompono le scatole i colleghi superficiali e pettegoli. Ogni tanto il pensiero va a quel Pennac da finire, alle riflessioni lasciate in asso, a Zygmunt Bauman che non hai neppure sfogliato e alla paura di finire la propria vita in un centro commerciale. Il problema è che la vita finisce davvero, senza preavviso. Come per quel collega che un mese prima ti aveva aiutato a inviare un fax, sorridendoti con gentilezza. E allora ti dici che se non si può evitare la morte fisica, almeno quella interiore, quella...sì. Potresti risparmiartela. Scusate il pistolotto, un saluto a tutti.
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Originariamente inviato da
Indigowitch
Quando si smette di scrivere per molto tempo, un po' per dimenticanza, un po' per pigrizia, un po' per blocchi emotivi vari ed eventuali, si ha la sensazione di dover imparare nuovamente la propria lingua. Da un anno a questa parte ho avuto modo di constatare quanto sia letale la routine per le facoltà intellettive di un essere umano. Si disimpara a parlare, a scrivere, a ragionare e a spaccarsi il cervello. Si pensa solo alla zuppa da cucinare, al cesso da pulire (consentitemi il francesismo) e a quanto rompono le scatole i colleghi superficiali e pettegoli. Ogni tanto il pensiero va a quel Pennac da finire, alle riflessioni lasciate in asso, a Zygmunt Bauman che non hai neppure sfogliato e alla paura di finire la propria vita in un centro commerciale. Il problema è che la vita finisce davvero, senza preavviso. Come per quel collega che un mese prima ti aveva aiutato a inviare un fax, sorridendoti con gentilezza. E allora ti dici che se non si può evitare la morte fisica, almeno quella interiore, quella...sì. Potresti risparmiartela. Scusate il pistolotto, un saluto a tutti.
:hug::hug::hug:
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Originariamente inviato da
Indigowitch
Quando si smette di scrivere per molto tempo, un po' per dimenticanza, un po' per pigrizia, un po' per blocchi emotivi vari ed eventuali, si ha la sensazione di dover imparare nuovamente la propria lingua. Da un anno a questa parte ho avuto modo di constatare quanto sia letale la routine per le facoltà intellettive di un essere umano. Si disimpara a parlare, a scrivere, a ragionare e a spaccarsi il cervello. Si pensa solo alla zuppa da cucinare, al cesso da pulire (consentitemi il francesismo) e a quanto rompono le scatole i colleghi superficiali e pettegoli. Ogni tanto il pensiero va a quel Pennac da finire, alle riflessioni lasciate in asso, a Zygmunt Bauman che non hai neppure sfogliato e alla paura di finire la propria vita in un centro commerciale. Il problema è che la vita finisce davvero, senza preavviso. Come per quel collega che un mese prima ti aveva aiutato a inviare un fax, sorridendoti con gentilezza. E allora ti dici che se non si può evitare la morte fisica, almeno quella interiore, quella...sì. Potresti risparmiartela. Scusate il pistolotto, un saluto a tutti.
:kisses::kisses::kisses::kisses:
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Originariamente inviato da
Indigowitch
Quando si smette di scrivere per molto tempo, un po' per dimenticanza, un po' per pigrizia, un po' per blocchi emotivi vari ed eventuali, si ha la sensazione di dover imparare nuovamente la propria lingua. Da un anno a questa parte ho avuto modo di constatare quanto sia letale la routine per le facoltà intellettive di un essere umano. Si disimpara a parlare, a scrivere, a ragionare e a spaccarsi il cervello. Si pensa solo alla zuppa da cucinare, al cesso da pulire (consentitemi il francesismo) e a quanto rompono le scatole i colleghi superficiali e pettegoli. Ogni tanto il pensiero va a quel Pennac da finire, alle riflessioni lasciate in asso, a Zygmunt Bauman che non hai neppure sfogliato e alla paura di finire la propria vita in un centro commerciale. Il problema è che la vita finisce davvero, senza preavviso. Come per quel collega che un mese prima ti aveva aiutato a inviare un fax, sorridendoti con gentilezza. E allora ti dici che se non si può evitare la morte fisica, almeno quella interiore, quella...sì. Potresti risparmiartela. Scusate il pistolotto, un saluto a tutti.
Mi dispiace :hug:
Le tue parole mi hanno colpito, sono d'accordo, dobbiamo cercare di non morire dentro.
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Grazie Elvira anche a te! :D
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E' un sacrilegio fare Halloween in maniche corte ....
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Originariamente inviato da
Elvira Coot
E' un sacrilegio fare Halloween in maniche corte ....
Non ce la faccio più con questo caldo umido! Sono sull'orlo del collasso nervoso.................
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Originariamente inviato da
Serena-fundy
Non ce la faccio più con questo caldo umido! Sono sull'orlo del collasso nervoso.................
Queste sono veramente le condizioni di tempo che più aborro, diciamo che non sono a due passi dall'isteria solo perché non c'è un caldo opprimente e me la cavo, come dice Elvira, abbigliandomi come fossimo ai primi di Settembre :pazzo:
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C'è una tale umidità che si fa fatica a spostare le sedie, sembrano appiccicate al pavimento. Meno male che ormai manca poco, almeno secondo le previsioni. Già da questo fine settimana potremo avere i piedi gelati ... :lol:
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Originariamente inviato da
Elvira Coot
C'è una tale umidità che si fa fatica a spostare le sedie, sembrano appiccicate al pavimento. Meno male che ormai manca poco, almeno secondo le previsioni. Già da questo fine settimana potremo avere i piedi gelati ... :lol:
Beh, qui a Roma ci sono ancora 24 gradi. Ricordo ancora con nostalgia un weekend di ognissanti che andavo a fare le castagne con il maglione e il piumone. E' tutta colpa dell'inquinamento dell'uomo. Ho letto che nel 2050 circa non esisteranno più le stagioni...
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Qui c'è un caldo afoso che dà malessere.
tutto umido, reumatismi a gogò... bucato che resta bagnato per giorni...uno schifo.
Sabato vedremo in Piemonte come gira...
Rosy
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Qualcuno dirà: questa latita, e poi riappare con lugubri post.
..eppure più invecchio e più mi rendo conto che la vita non è fatta solo di allegria.
Quando ero in Sardegna a camminare, un giorno un'amica mi disse, tra un passo e l'altro, una frase - quasi un luogo comune:
" Mi rendo conto che la vita ci porta ogni giorno un dolore nuovo".
Non importa -aggiungo io- se vicino o lontano da noi, se proprio nostro o solo marginale.
Bene, detto ciò, aggiungo le ultime news nostre.
Due giorni fa è morto il papà di uno dei nostri due bambini handicappati gravissimi.
46 anni, infarto.
Un papà splendido, che aveva lottato con tutte le sue forze perchè questo sfortunato bimbo facesse( per quanto possibile) la vita degli altri coetanei...
Che trovava il tempo di fare volontariato sulle ambulanze, di fare un lavoro impegnativo, di scorrazzare il suo bimbo nelle varie terapie.
Io incredula, mi sono chiesta mille volte PERCHE' PROPRIO A LUI, che tra tanti bambini era l'ultimo a meritarlo, che aveva BISOGNO di questo padre....
E ho il cuore che fa male.
Ieri è mancato un amico carissimo, il "bello" della compagnia, il mattatore, quello che aveva sempre la barzelletta pronta,
che ha scherzato sul male che lo stava distruggendo , con ironia, finchè ha avuto un filo di voce.
Eppure domani, dopo il funerale, la vita continuerà, perchè è giusto così.
Soltanto , con un dolore in più dentro.
Buona settimana!e scusate lo sfogo.
( non riesco neppure più a postare foto, mannaggia).
:banghead:Rosy :banghead:
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Un immenso abbraccio al bimbo che ha perso il suo meraviglioso papà e a voi che avete perso un amico caro.